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Le 5 leggi del marketing del vino

Le 5 leggi del marketing del vino

Il vino ha sempre fatto parte della buona tavola. Può essere consumato a digiuno come bevanda, o durante un pasto. Il vino si accompagna bene con tanti alimenti, che siano dolci o salati.

Solitamente viene bevuto un vino rosso per piatti a base di carne e vino bianco per i piatti a base di pesce. Il vino porta con sé un’economia gigantesca, tra le più importanti al mondo. Dai terreni di vite, alla sua spremitura, all’alcolizzazione del mosto, alla finalizzazione del prodotto, al versamento in bottiglia e alla vendita in tutto il mondo, il vino arricchisce ogni settore della sua fase di produzione. L’Italia è sicuramente uno dei paesi più importanti al mondo sia per la quantità di vino prodotto ed esportato, ma soprattutto per la qualità dei suoi prodotti.

Valori diversi

La strategia economica effettuata dalla nostra nazione sta in una bassa valutazione dei vini. Se ad esempio ponessimo a confronto due vini, di cui uno francese e uno italiano, e si ritrovassero oggettivamente (dopo controlli e degustazioni di esperti) allo stello livello qualitativo, il vino francese risulterà avere un prezzo più alto rispetto a quello italiano. Questo comporta all’Italia un conseguenziale maggior numero di bottiglie vendute in tutto il mondo, con scelta preferenziale da parte di tanti Paesi. Ciò potrebbe però comportare la svalutazione del vino italiano rispetto magari ad un vino francese. Ad esempio, uno straniero acquisterebbe un vino italiano per l’ottima qualità/prezzo, definendolo “molto buono”. Mentre definirebbe un vino francese “pregiato”, il quale assumerebbe più valore soltanto per il prezzo più alto.

Bisognerebbe dunque lavorare sui piccoli dettagli per evitare la svalutazione dei nostri vini, come l’estetica, il marchio, il design o la semplicità del prodotto. Soltanto perché un vino francese presenta una bella apparenza e un prezzo non accessibile a tutti, non significa che sia per forza di maggior valore rispetto a una Falanghina.

Vendere il vino

Il merchandising del vino è un duro lavoro per tutti, che sia per le aziende più famose che per le piccole che vogliono farsi notare. Chiaramente per i grandi nomi la distribuzione risulta più facile, dato che non saranno loro a cercare i venditori, ma i venditori a cercare loro.

La fase più importante nella commercializzazione del vino sta in una pratica chiamata “business to business”. Questo termine rappresenta tutti gli eventi, cene o spettacoli in cui mostrare il proprio prodotto vinicolo attirando così l’attenzione di imprenditori. La vendita, rivendita e importazione del vino passa per l’esposizione di esso. Bisogna essere presenti il più possibile e in più luoghi possibili, in modo tale da avvicinare sempre più potenziali investitori.

Le 5 leggi per vendere il proprio vino

Nel mondo del marketing vinicolo esistono 5 leggi fondamentali per raggiungere ottimi risultati nella vendita.

Legge numero uno: modifica sul punto di vista

Un errore che si commette spesso è il partire sconfitti, magari perché non si riesce a stare al passo degli altri. Il mondo del marketing del vino, come tutti d’altronde, è un mare pieno di squali. In molti si ritengono piccoli e non all’altezza ad avviare un’attività o a farla crescere. Ciò quindi da non fare è pensare al non riuscirci e non raggiungere i propri obiettivi. Questo punto di vista va cambiato.

La cosa più importante nel marketing del vino è mai abbattersi e lavorare a testa bassa, pubblicizzandosi il più possibile ad eventi e fiere, distribuire più volantini possibili, mettersi il più in mostra possibile facendosi così notare da potenziali investitori.

Legge numero due: è fondamentale mettersi in mostra

Il cliente è l’anima del commercio. Per vendere vino all’ingrosso risulta fondamentale creare o ampliare i propri investitori. Questo non comprende soltanto apparizioni ad eventi, bensì anche il dialogo tra cliente e proprietario del brand. Sicuramente conoscere potenziali investitori di persona può risultare lento e scomodo, per questo vengono adoperati mezzi più efficaci nel mondo del digitale.

La pubblicizzazione del proprio brand su social network e siti web è la tappa più importante nel marketing del proprio vino. Un vino è anche ciò che ai clienti appare. Se la pagina web del brand viene curata nei minimi dettagli e dà risposte che la gente cerca, il proprio vino può assumere un importante aumento di notorietà.

Legge numero tre: sul web ci vuole professionalità

Vendere vino online è ben diverso dal venderlo dal vivo. Molti inesperti iniziano ad aprire siti web commercializzando il proprio prodotto senza riscuotere molto successo. Ciò comporta un abbandono da parte di questi della vendita digitale, perdendo una grande occasione. Sul web servono conoscenza e professionalità, per questo un imprenditore alle prime armi su internet avrà bisogno di esperti che lo aiutino ad aumentare le visite del proprio sito e a migliorare il posizionamento tramite la SEO, ponendo così il sito ai primi posti dei risultati di ricerca.

Legge numero quattro: online è meglio

Un sito web con il proprio vino in vendita non solo può attirare molti più clienti tramite social o simili, ma permette anche un miglior controllo e spunti per migliorare le proprie vendite. Questo perché tramite il proprio portale online è possibile conoscere i gusti del cliente, i prodotti più visitati, le visite giornaliere sul sito, la posizione dei clienti e conoscere il cliente stesso.

Leggere numero cinque: i dettagli fanno la differenza

Che sia tramite spot, volantini o sito online ciò che attira il cliente è qualcosa di speciale, curato nei minimi particolari. I siti di vini in Italia continuano ad essere troppo pochi, un blog ben curato e gestito può attirare tanti investitori e consumatori.