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Recensioni

Come si scrive la recensione di un libro: tutti le linee guida che devi conoscere

La recensione di un libro deve seguire delle tecniche ben precise: il lettore deve poter avere a sua completa disposizione un giudizio critico e consapevole sui temi, sui personaggi e sulla ritmica di un testo. Di conseguenza, è fondamentale approcciare il lavoro con la giusta competenza. Quali sono i fattori da tenere in considerazione? In che modo possono essere impiegati per riuscire a dare vita a un prodotto che sia utile e oggettivo, così da direzionare i gusti e le aspettative di chi ancora deve stringere tra le mani un romanzo e/o saggio?

Per rispondere a questa domanda abbiamo scelto di aprire una breve panoramica informativa in merito alle linee guida must-know con cui riuscire a scrivere una recensione di un libro: ecco cosa sapere.

Recensione di un libro: quali sono i suoi obiettivi?

Immagina di avere di fronte a te un testo da revisionare: lo sfogli, lo leggi con estrema attenzione e inizia a farti un’idea del messaggio letterario che l’autore ha scelto di veicolare al suo lettore. Il nostro primo consiglio è quello di appuntare le impressioni più importanti fin dalla prima pagina. In seguito, infatti, avrai già del materiale da impiegare per la stesura della tua recensione critica.

  • Introduci il libro: il tuo lettore non sempre conosce il titolo di cui stai parlando. Di conseguenza, è bene che fin dalle prime righe sia possibile risalire al nome dell’autore, alla casa editrice, all’anno di pubblicazione al macro-genere letterario a cui il testo appartiene. Non dare nulla per scontato: sei a disposizione del tuo lettore proprio per fugare ogni suo dubbio.
  • Racconta la trama (ma non troppo): il tuo scopo è quello di spingere il tuo interlocutore alla lettura (o meno) del testo che hai scelto di recensire. Svela alcuni dettagli della storia (l’ambientazione, il periodo storico in cui i personaggi agiscono, alcuni elementi di suspense e attesa) ma evita di arrivare al finale. Lo spoiler è assolutamente vietato!
  • Sfrutta a tuo vantaggio alcune citazioni: molto spesso, il tuo lettore è interessato a farsi un’idea dello stile che l’autore del libro ha usato in tutto il corso dell’opera. La penna è fondamentale: per questo motivo, scegli delle frasi che hanno già catalizzato la tua attenzione e riportale all’inizio o alla fine della tua recensione. Inoltre, ricorda sempre di usare le virgolette e il corsivo (aggiungendo il numero della pagina da cui hai estratto le citazioni che hai scelto!)

Recensione di un libro: interpretazioni e valutazioni

La recensione di un libro ha lo scopo di trasmettere il pensiero di un lettore, la cui analisi sia oggettiva e 100% spontanea. Di conseguenza, nella seconda parte del testo, puoi sbizzarrirti con la condivisione della tua personale chiave di lettura. Il romanzo è riuscito a trasmettere il suo messaggio? In che modo? Sei stato in grado di cogliere fin da subito lo scopo della narrazione, oppure hai dovuto riflettere anche a seguito della lettura dell’ultima pagina? In altre parole: qual è la morale della favola?

Usa un lessico vario e semplice, ma tieni sempre di vista gli obiettivi che ti sei prefissato: se è la prima volta che ti cimenti in un esperimento del genere, opta per una scaletta (una sorta di scheletro narrativo) da compilare mediante le risposte a tutti gli interrogativi più comuni che il lettore potrebbe avere nel momento in cui legge le tue parole.

Infine, sii critico: non è sufficiente scrivere che un testo è eccezionale o speciale per trasmettere l’anima di un romanzo. Devi cercare di essere un vero detective della parola, così da emozionare e coinvolgere il tuo pubblico! Infine, rileggi con attenzione, correggi qualche refuso sintattico e grammaticale, e pubblica la tua recensione: i risultati saranno assicurati!

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Lifestyle

Come si vive e qual è il costo della vita in Bulgaria?

Da qualche anno, la Bulgaria è divenuta una meta allettante agli occhi dei pensionati italiani. Questo perché nell’ultimo periodo si parla tanto di quanto sia basso il costo della vita in Bulgaria, che difatti risulta essere tre volte inferiore a quello in Italia.

Quindi, il basso costo della vita, associato ai paesaggi mozzafiato e alla vicinanza con la madrepatria, spinge sempre più persone a considerare questa ipotesi. Tuttavia, ciò che non si prende mai in considerazione è invece la qualità della vita!

In Bulgaria, ci sono molte cose che costano di meno, ma alcune, anche se può sembrar strano, sono più care che in Italia. La moneta bulgara è la Leva, quotata due a uno con l’euro, cosa che comporta un sostanziale aumento della capacità di acquisto per gli stranieri.

Costo della vita in Bulgaria, cosa costa meno

– Gli affitti delle case e degli appartamenti.

– Le cure mediche, tra cui dentisti e i vari farmaci.

– Tutto quello che riguarda l’auto, a partire dal bollo, l’assicurazione, e le varie tasse sino alla benzina (che si aggira intorno ai 2,05 Leva per litro, cioè circa 1,00 euro)…

– Trasporti come taxi, pullman e treni.

– Servizi come notai, avvocati e commercialisti.

– Costi di gestione delle attività e tasse varie connesse.

– Tanti prodotti locali, come anche la frutta e la verdura.

– Le spese scolastiche, le palestre e altre attività…

– Il costo delle sigarette

– Costo dei divertimenti e svaghi, ad esempio per entrare nei locali più alla moda si arriva a spendere al massimo 10 Leva (5 euro), il costo di un cocktail si aggira sui 6 Leva (3 Euro).

– Costo terreni; il prezzo medio di 1.000 mq si attestava sui 594 Leva (quasi 300 euro). Nonostante un lieve calo, la regione nordorientale si riconferma la più cara: 827 bgn (420 euro) per ara. Il Sud-Est ha prezzi che partono dai 480 Leva (245 euro), il Nord-Ovest si attesta sui 598 Leva (300 euro circa) ed il Centro-Nord ha prezzi stimati intorno ai 708 Leva (355 euro). Sud-Ovest 301 Leva (150 euro), Centro-Sud in 357 Leva (180 euro). Il costo della vita in Bulgaria è ovviamente più contenuto nelle zone più distanti dalla capitale.

Invece, le cose che spesso sono più care, sono: i vestiti di marca, la pasta, i formaggi e i salumi, caffè, olio e molti altri prodotti di importazione. A volte anche mangiare fuori nei ristoranti, risulta essere caro.

Sicuramente le cose variano quando ci si sposta dai piccoli paesini alle grandi città come ad esempio Sofia o Varna. Difatti lì, i prezzi protendono ad avvicinarsi alla media europea, sia per quanto riguarda gli affitti che per il costo dei servizi.

Ovviamente, questo significa che per vivere nella capitale bulgara occorrerà uno stipendio più alto della media. Mentre nelle piccole città, è possibile vivere con molto meno, con affitti e servizi che hanno costi praticamente irrisori.

Ma a quanto ammontano gli stipendi medi?

La Bulgaria a proposito di lavoro, è assolutamente più povera rispetto all’Italia, infatti gli stipendi sono inferiori, così come anche le prospettive di carriera. In un’azienda bulgara, i salari offerti sono molto lontani da quelli italiani. Gli stipendi minimi si aggirano attorno ai 450 Leva mensili (230 euro), quindi è possibile capire come il costo della vita in questo Paese si presenti proporzionato a tale reddito. Uno dei migliori lavori a cui si può aspirare è l’operatore di call center, con un salario proposto pari a 700-800€ al mese, ovvero una somma un po’ superiore alla media, che permette di mantenere un buon tenore di vita.

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Lifestyle

Giardini all’italiana: la storia e le caratteristiche

Ogni giardino è una forma d’arte e anche il mantenerlo non è affatto un lavoro semplice. Lo stile peculiare italiano è un perfetto connubio tra estetismo e l’essenzialità delle forme geometriche.

Il classico giardino all’italiana, noto anche come “giardino rinascimentale”, era un nuovo stile di giardino che è emerso alla fine del XV secolo nelle ville più ricche a Roma e Firenze. Prima di questo, i giardini medievali italiani erano stati rivolti verso l’interno, chiusi da mura e dedicati alla coltivazione di ortaggi, frutta ed erbe medicinali (o per la meditazione silenziosa e la preghiera, per quanto riguarda i giardini del monastero).

Il giardino rinascimentale italiano ha abbattuto il muro tra il giardino, la casa e il paesaggio esterno per guardare verso l’oltre i cancelli che chiudevano i confini di una proprietà, sia fisicamente che intellettualmente, ed è stato coltivato principalmente allo scopo di produrre piacere, anche se vi erano ancora incluse le coltivazioni di piante e vegetali commestibili.

Origine

Dalle scoperte fatte dagli studiosi del Rinascimento emerge che questo giardino riprende i modelli dei romani classici, ispirati agli ideali classici di ordine e bellezza, ed era destinato al piacere della vista, alla contemplazione e al godimento dei luoghi, dei suoni e degli odori all’interno dello stesso giardino. Sono presenti molti tunnel, passaggi nascosti dalla vegetazione, alberi che creano zone d’ombra e persino dei piccoli giardini segreti nascosti dentro al giardino.

A metà del XVI secolo, la magnificenza divenne percepita come una virtù e i giardini divennero più grandi e più simmetrici, pieni di fontane, statue, grotte, piscine e altre caratteristiche che famiglie illustri come quella de’ Medici volevano far aggiungere dagli architetti come simbolo della loro grande ricchezza: il giardino era una forma di teatro politico, che presentava il potere, la saggezza, l’ordine, la bellezza e la gloria che le più potenti famiglie di Roma e Firenze potevano esibire.

Caratteristiche principali

I giardini all’italiana devono avere delle caratteristiche ben specifiche e tutte importanti. Iniziamo citando quelli che vengono definiti specchi di acqua. Quest’ultimo è un elemento importante perché va ad accentuare e ad amplificare moltissimo la percezione visiva del verde e dona colore e suggestione all’aspetto estetico del giardino.

Nelle versioni attuali l’atmosfera notturna viene resa più originale e magica grazie all’uso di luci molto particolari. Altro aspetto da non sottovalutare dei giardini all’italiana è rappresentato dalle decorazioni floreali, che viene garantito da vari elementi quali le aiuole presenti nel suolo,le siepi di bosso e anche le piante toparie.

Il risultato sarà anche un altro e cioè la creazione di vari livelli visivi, uniti da una forma unica, e valorizzati anche da particolari e studiate decorazioni floreali e che verranno situati in determinati punti del giardino.

Altra caratteristica importante dei giardini all’italiana è lo studio e la progettazione sia della loro geometria che della loro simmetria:il rigore e l’ordine saranno garantiti dalla regolarità del disegno,all’interno del quale le aiuole e le statue mantengono delle posizioni precise e simmetriche tra di loro.

Invece per quanto riguarda gli alberi in genere quelli bassi servono per delimitare i labirinti e i tunnel, mentre quelli alti sono nella maggior parte dei casi disegnati con potature a spalliera.

Altri elementi dei giardini italiani

Un’altra caratteristica che a volte presentano i giardini italiani è la presenza di piante mediterranee:le principali sono le toparie,che vengono tagliate per far assumere loro delle forme geometriche suggestive e decorative quali cipresso, cedro.

Infine non possono mancare i tralicci, disegnati in genere con piante rampicanti, e i pergolati in fiore, che vanno a dare un tocco di raffinatezza al giardino e vengono usati come punti dove mangiare o rilassarsi, riparandosi dal sole.

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Lifestyle

Quali sono gli stilisti italiani più famosi

Sono tanti i motivi per essere orgogliosi del nostro Bel Paese, uno di questi è indubbiamente la moda.

I nostri stilisti hanno portato i loro capi, la loro arte in tutto il mondo fungendo da veri e propri ambasciatori del Made in Italy, e così star del cinema, cantanti, ma anche reali, indossano gli abiti dei nostri stilisti: Armani, Valentino, Versace. Ma chi sono gli stilisti italiani più famosi? Andiamo a conoscerli da vicino, scopriremo che dietro a tanta grandezza c’è quasi sempre un passato fatto di gavetta e sacrifici a dimostrazione che questo lavoro è frutto di impegno, fatica e dedizione. Tutto ampliamene ripagato dall’enorme successo ottenuto.

Valentino Clemente Garavani, alias Valentino

Il colore rosso è la peculiarità che lo identifica: il rosso Valentino è il simbolo di questo grande stilista che entra nel mondo della moda fin da bambino quando sceglie di iscriversi alla Scuola di figurino a Milano, per poi iniziare il suo praticantato in Francia. La sua prima sfilata è a Firenze, e la svolta arriva alla fine degli anni sessanta quando disegna l’abito di nozze per Jacqueline Kennedy.

Giorgio Armani, alias Re Giorgio

Lo vediamo con la sua t-shirt nera semplicissima ma di un’eleganza innata. I suoi capi sono facilmente riconoscibili proprio per la pulizia delle linee. Giorgio Armani lascia la facoltà di Medicina a Milano per lavorare alla Rinascente. Un passo forse azzardato che però lo ha portato a farsi notare fino ad affermarsi come uno degli stilisti italiani più famosi al mondo. Forbes lo ha definito lo stilista italiano di maggior successo.

Versace

Uno stile inconfondibile quello di Gianni e Donatella Versace gli stilisti più amati dalle star americane. Dopo la morte del fratello, Donatella è passata al timone ed ha iniziato a fare sfilare sulle passerelle personaggi famosi legati al mondo della musica e del cinema al posto delle modelle. Star come Madonna hanno così reso il nome Versace il marchio italiano più famoso al mondo. 

Dolce e Gabbana

Tra gli stilisti italiani più famosi non si possono non nominare Dolce e Gabbana. La loro relazione sentimentale diventa anche un rapporto professionale che trova il successo quando i due stilisti legano il loro stile alle radici siciliane di Dolce. Dolce e Gabbana è oggi un brand internazionale che conquista sia gli Stati Uniti sia il Giappone.

Krizia

Mariuccia Mandelli da maestra elementare passa ad essere una degli stilisti italiani più famosi. Il suo sogno inizialmente lasciato nel cassetto viene realizzato negli anni ’50 quando la donna lascia il lavoro per lanciarsi nel mondo della moda creando il primo laboratorio Krizia a Milano.

Missoni

Ottavio Missoni fonda la sua azienda di moda Missoni quando incontra la moglie Rosita Jelmini. La svolta nella scalata verso il successo è durante la sfilata a Parigi. Da Parigi Missoni viene letteralmente proiettato su scala internazionale fino all’apertura della prima boutique a New York.

Prada

L’impero Prada si consolida negli anni ’90, quando dalle borse l’azienda è passata al prêt-à-porter, anche con l’aggiunta di alcune linee giovanili. Oggi Miuccia Prada è considerata dal Time Magazine come la seconda donna più potente al mondo nell’ambito della moda e da Forbes tra i venti magnati della moda più ricchi.

Gucci

Guccio Gucci è passato da una bottega di valigeria a realizzazioni che hanno avuto un successo dopo l’altro. La svolta arriva nel 1947 quando Gucci crea una borsa del tutto nuova che diventa il simbolo del marchio:la borsa con il manico in bambù.

Roberto Cavalli

Abiti che sembrano pezzi di natura quelli di Cavalli. Roberto Cavalli è uno sperimentatore, un innovatore che nei primi anni 70 brevetta un procedimento di stampa su pelle rivoluzionario, ed inizia a realizzare i famosissimi patchwork di materiali e colori, messi in mostra a Parigi.

Questi stilisti sono tra gli stilisti italiani più famosi, hanno storie e stili tutti diversi ma sono tutti accomunati dalla passione e dal talento, gli ingredienti più importanti per il successo.

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Lifestyle

Come si cuce a macchina: i consigli per iniziare

Una delle prime domande delle aspiranti designer di moda o di chiunque abbia il desiderio di prepararsi i vestiti senza l’aiuto di altre persone è: come si cuce a macchina? All’inizio può apparire complicato, ma con una buona dose di determinazione e una ferrea forza di volontà si possono ottenere numerosi risultati positivi. Di seguito alcuni consigli utili per iniziare a cucire a macchina, ma prima ecco un breve glossario dei termini che ricorrono spesso in tutte le principali guide per diventare sarte provette:

  • spolina: una bobina di piccole dimensioni posizionata sotto l’ago della macchina
  • crochet: presente dentro la macchina da cucire, più precisamente sotto l’ago, è il sistema utilizzato per inserire la spolina
  • filarello: la parte utilizzata per avvolgere il filo. Costruito in metallo, a differenza degli altri elementi citati qui sopra il filarello è posizionato nella parte superiore della macchina.

Come si cuce a macchina? La guida passo dopo passo

Prima ancora di iniziare a cucire a macchina, è importante scegliere un filo di qualità. Il motivo è semplice: maggiore è la qualità del filo utilizzato, più a lungo dureranno i vestiti e le altre creazioni che si realizzeranno con la macchina da cucire quando si sarà raggiunto un livello tale da potersi auto-definire sarte a tutti gli effetti. Quando si è acquistato un filo di buona qualità, si è pronte a iniziare.

Per prima cosa bisogna mettere il rocchetto sul porta filo, posizionato nella parte superiore della macchina. Il rocchetto va passato prima a sinistra quindi a destra, sempre passando attorno al porta filo, in modo da compiere un movimento in senso orario. A questo punto si può prendere la spolina (vuota, mi raccomando), con il filo che va fatto passare in uno dei suoi fori. Ora non resta che mettere la spolina sul filarello, quindi bloccare il filo e subito dopo spostare verso destra i filarello. Fatto questo, basta schiacciare il pedale della macchina per iniziare ad avvolgere il filo e quindi cucire.

Quando la spolina diventa piena occorre prima spostare il filarello verso sinistra, quindi rimuovere la spolina dalla macchina a cucire. Prima di inserire quest’ultima nel crochet (sotto l’ago dunque), ricordarsi di tagliare il filo. Il passo successivo consiste nel cambiare filo, passando a quello di sopra. Usando la mano destra si mantiene fermo il filo, con quella di sinistra invece lo si fa passare nelle guide. Ora inserire il filo all’interno del gancio, quindi farlo scorrere verso il basso fino a farlo passare sopra l’asse del piedino e infilarlo dentro l’ago.

Regolazioni per la macchina a cucire

Nella maggior parte dei casi è corretto usare il valore intermedio per ottenere un risultato soddisfacente. Se si lavora con i tessuti leggeri è preferibile far muovere la macchina lentamente, se invece si opera con i tessuti più pesanti la soluzione ideale è quella di impostare una regolazione sui valori più alti. Ricordarsi infine anche di regolare in maniera corretta la posizione dell’ago in base alle proprie esigenze, cioè nel caso si stiano svolgendo lavori di precisione oppure per le impunture.

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Eventi

Eventi in streaming, i fondamenti da cui partire

Trasmettere gli eventi in streaming è una delle tante opportunità che le tecnologie attuali offrono. Pur non sostituendo la partecipazione fisica degli spettatori, consente a questi ultimi di assistervi.

Tutto ciò si rivela prezioso soprattutto quando essi, per una moltitudine di circostanze, abbiano difficoltà a raggiungere il luogo in cui si terrà lo spettacolo che sta loro a cuore.

Tale modalità, infatti, consente perfino alle persone più lontane (o impossibilitate a uscire) di seguire le proprie manifestazioni preferite, tramite i comuni dispositivi dotati di connessione di rete.

Smartphone, tablet e computer diventano uno strumento prezioso per stare in contatto con i propri beniamini e vederli progredire nel loro percorso.

Come fare, quindi, per offrire una rappresentazione live di altissima qualità? Scopriamo insieme i vantaggi, le soluzioni per risolvere i problemi più comuni, le eventuali limitazioni e i criteri per acquistare l’attrezzatura giusta, con un occhio di riguardo al rapporto qualità-prezzo.

Perché e quando ricorrere agli eventi in streaming?

Affiancare le manifestazioni dal vivo alle dirette in tempo reale permette di interagire con un pubblico più vasto e di ampliarlo ulteriormente. Se il numero complessivo di partecipanti (tra mondo reale e virtuale) supera i posti disponibili, lo streaming è un ottimo modo per ovviare agli inconvenienti del “tutto esaurito”, pur in maniera parziale.

Per questo motivo, conviene pianificare eventuali trasmissioni poco prima del fatidico evento. Al di là delle tempistiche più opportune, comunque, gli indicatori di rilievo per capire quando sia il momento giusto sono sostanzialmente due:

• il raggiungimento del numero massimo di persone in loco;
• l’esaurimento dei biglietti in pre-vendita.

In ogni caso, è preferibile inserire gli annunci sulla diretta nelle piattaforme che riscuotono maggiori riscontri, con un anticipo non superiore a una settimana. In tale fase, si consiglia di ricordare agli spettatori la possibilità di interagire tramite una live chat.

A ogni situazione la sua attrezzatura

Non esiste una strumentazione perfetta a livello universale per gestire gli eventi in streaming. La scelta dei dispositivi dipende da una molteplicità di fattori, ma in modo particolare dal livello di rumorosità previsto, dalla frequenza e dalla tipologia di trasmissione e dai limiti di budget.

Un comune smartphone dotato di microfono, videocamera e con una discreta risoluzione, ad esempio, può essere una soluzione accettabile per filmati brevi con una melodia in lieve sottofondo. Ma non è adatto per alcune ore di live musicale.

In questi casi bisogna fare degli opportuni investimenti. Una buona videocamera, un microfono di qualità medio-alta, una connessione Internet che assicuri una velocità di almeno 2,2-2,5 Mbps in download e 1,1-1,2 Mbps in upload garantiscono una visione fluida e ad alta definizione.

Altri suggerimenti

Prima dell’ora X, è sempre meglio fare uno streaming di prova, soprattutto se si tratta dei primi eventi. In tale frangente occorre ridurre al minimo il numero degli spettatori, scegliendoli tra i propri collaboratori e gli amici più cari.

Per raggiungere il più alto numero di persone possibile, inoltre, è raccomandato trasmettere mediante più piattaforme simultaneamente. A tale scopo, esistono servizi gratuiti e a pagamento che soddisfano pienamente questa necessità.

Una menzione, infine, meritano le pubbliche relazioni nel giorno dell’evento. Gli utenti avranno dubbi, domande e curiosità da esprimere: nell’ipotesi in cui fosse impossibile gestire questo compito in autonomia, va delegato a un’altra persona.

In fondo, risposte educate e un ringraziamento ai partecipanti sono un doveroso segno di cortesia. In assenza di persone, non c’è spettacolo o manifestazione che possa avere luogo…

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Eventi

I Festival del Jazz da non perdere in Europa

Nato come un mix di sound contemporanei, il jazz è un’improvvisazione che fa parte del panorama della musica melodica. La cultura jazz nasce dalla comunità afroamericana e si diffuse rapidamente prima in America e poi in Europa. Oggi si può dire che vi sono contaminazioni con lo stile funk e hip hop. Se anche tu ami il jazz non puoi perderti alcuni degli eventi principali che si svolgono in Europa ogni anno. Ecco una lista dei migliori eventi jazz.

Umbria Jazz Perugia

Umbria Jazz è uno dei Festival più conosciuti e amati da tutti gli appassionati del genere. Una vera tradizione per l’Umbria che ripete l’evento ogni anno da ben 40 anni e oltre, le date sono variabili ma in genere sono dall’11 al 20 luglio. Tra gli artisti più noti che partecipano solitamente vi sono nomi famosi come Mario Biondi, Al Jarreau e i The Roots.

Mostly Jazz Birmingham

In Inghilterra, a Birmingham si svolge ogni anno l’evento jazz che attira milioni di appassionati provenienti da ogni parte del mondo. Si tratta di un Festival della musica in cui partecipano tantissimi artisti famosi che fanno parte del panorama musicale jazz, funk e soul. I musicisti si esibiscono su diversi palchi oppure direttamente sulle rive del lago con una scenografia a dir poco romantica e surreale. Tra i tanti nomi noti vi sono Fun Lovin’Criminals, Wind & Fire Experience, Earth e Al Mckay che regalano ogni volta meravigliose esibizioni e momenti magici.

XJazz Festival Berlino

Berlino è nota da sempre come la capitale della musica elettronica ma ultimamente anche qui si sta sviluppando un grande gusto per il jazz. L’evento jazz che si svolge a Berlino ogni anno lo dimostra ed è spettacolare assistere alle esibizioni dei musicisti che salgono sul palco dell’XJazz Festival. I palchi sono più di uno in realtà, e vengono distribuiti in varie zone della città per consentire ai numerosi partecipanti di godere dello spettacolo in diversi punti cittadini. Tra i vari artisti presenti ve ne sono diversi provenienti dal nord Europa come Emiliana Torrini, Micatone, Nightmares on wax. Un’esperienza da non perdere assolutamente.

Gent Jazz Festival Genz

Evento Jazz a cui non mancare? Eccolo, il Gent Jazz Festival che si svolge a Genz dal 10 al 19 luglio, 10 giorni di assoluta musica che si diffonde tra le vie e le piazze di una città non proprio turistica ma che offre comunque molte occasioni di divertimento. Durante il festival il luogo si anima trasformandosi magicamente e creando un’atmosfera unica e surreale. Il Gent Jazz vede esibirsi musicisti del calibro di Gabriel Rios, Agnes obel, Charles Bradley & His Estraordinaires, Manu Katché, Richard Bona oltre a Stefano di Battista, Mealanie De Biasio e Ludovico Einaudi.

North Sea Jazz Festival Rotterdam

Il Olanda, precisamente a Rotterdam, si svolge il festival North Sea Jazz dal giorno 1 al 13 luglio. Per partecipare a questo evento jazz devi pensarci con molto anticipo in quanto i posti disponibili sono limitati e finiscono in fretta. si tratta del più famoso evento jazz olandese. Qui si esibiscono grandi nomi del panorama musicale come Robin Thicke, Stevie Wonder, Hall & Oates, Outkast, Pharrell Williams e molti alti artisti di livello mondiale.

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Lifestyle

Tagliando i capelli si rinforzano: è vero?

Quando andiamo dal parrucchiere per la consueta spuntatina, spesso ci capita di percepire che i capelli appaiono immediatamente più forti e resistenti al tatto, oltre che molto più attraenti. La saggezza popolare sembra confermarlo, tuttavia, è proprio vero che tagliando i capelli si rinforzano? Scopriamo di seguito perché pensiamo che tagliando i capelli essi si rinforzino e alcuni consigli utili per prendersi cura della capigliatura.

Tagliando i capelli si rinforzano: un mito da sfatare

Non vi sono prove che tagliare i capelli faccia crescere i capelli con più forza o velocità. Il follicolo pilifero ha una fase di crescita che varia a seconda della persona e della parte del corpo: sulla testa, ad esempio, la crescita può durare per diversi anni, mentre sul viso potrebbe protrarsi per settimane, mentre le ciglia crescono solo per poche settimane prima di passare alla fase successiva (quella della caduta). Il follicolo pilifiero attraversa un’ultima fase, quando si riposa prima di ricominciare da capo con il ciclo. Quando si tagliano i capelli, nella fase in cui il capello è a riposo, si sostituisce l’estremità sottile e sfibrata con delle punte tagliate con precisione e nettamente. Ecco perché i capelli sembrano più spessi quando si esce dal parrucchiere. Si tratta perciò di una specie di illusione ottica, che non riflette un’effettiva forza maggiore nel capello.

Perché è importante tagliare i capelli se non si rinforzano?

Se ci si pensa tralasciando per un attimo il luogo comune sentito a lungo, appare evidente come tagliare le punte dei capelli non possa di fatto minimamente influire sui follicoli del cuoio capelluto. Sono quest’ultimi, infatti, a determinare quanto velocemente, nonché con quale lunghezza, crescono i capelli, come confermano gli esperti dermatologi più rinomati. I capelli crescono in media poco più di mezzo centimetro ogni mese, indipendentemente dal fatto che vengano tagliati o meno. Tuttavia, le rifiniture regolari potrebbero aiutare, nel senso che liberandosi dalle doppie punte, che si formano spesso quando i capelli non vengono rifiniti per un lungo tempo, si riduce la rottura dei capelli stessi. Di fatto dunque il taglio non agisce dall’interno per migliorare la forza del capello, ma svolge un’azione esterna e soprattutto estetica. Eliminando i difetti, come le doppie punte, che fanno apparire i capelli più sottili e sciupati, il taglio farà apparire immediatamente la capigliatura più forte. Ecco perché, anche se si vuole conservare una determinata lunghezza, ogni tre mesi si dovrebbe chiedere al proprio parrucchiere di fiducia di tagliare il minimo necessario per liberarsi delle doppie punte.

Prendersi cura dei capelli è fondamentale

A questo punto appare chiaro che se i capelli sono già sani, grazie a una routine di bellezza che se ne prende cura in maniera efficace, non sarà il taglio a renderli più sani o forti. Al contrario, se i capelli sono danneggiati, secchi o con delle doppie punte, tagliarli consente di rimuovere le sezioni danneggiate, un aspetto che minimizza i danni dal punto di vista estetico e lascia il resto del capello più libero. Tuttavia, non basta tagliare i capelli se poi si continuano ad adottare atteggiamenti dannosi, come ad esempio attraverso l’uso di prodotti chimici aggressivi. Qualora l’obiettivo sia quello di ottenere finalmente dei capelli sani e forti, il solo taglio non aiuterà, ma bisognerà impostare una nuova ruotine che se ne prenda cura a fondo.

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Eventi

I migliori eventi techno in Italia ed Europa

I club di musica elettronica, la vita notturna, i giochi di luce e le esibizioni suggestive conquistano un pubblico sempre più variegato e non strettamente giovanile. Chi conosce bene o ha da poco iniziato ad amare la musica techno non potrà lasciarsi sfuggire i numerosi eventi interamente dedicati a questo stile di musica.

Considerata la crescente popolarità della techno aumenta di conseguenza la lista di club notturni, discoteche, locali e centri d’attrazione in cui poter partecipare a festival di grido. Ecco quali sono le location più in voga e accuratamente scelte in cui poter assistere a Dj-set suggestivi, fare festa, ballare e trascorrere momenti di spensieratezza.

Eventi techno imperdibili

Il Regno Unito è spesso sinonimo di techo e a questo riguardo basta solo pensare al White Mink di Londra.Inizialmente nato come un party per lanciare l’omonima compilation è oggi diventato un polo di attrazione per i veri appassionati di techno e musica elettronica. White Mink è aggregazione, buona musica e luogo d’incontro di tanti produttori di fama internazionale.

Il genere suonato è anche l’electro swing e non mancano serate a tema.

Si segnala anche il Fuse un club techno famoso in tutto il mondo e che si trova in Belgio. Ogni anno il Fuse accoglie visitatori di ogni dove e ha accolto tantissimi artisti di fama internazionale, quali ad esempio Dave Clarke, Stacey Pullen, Richie Hawtin o Jeff Mill. La particolarità di questo club è la sua stretta vicinanza con il centro cittadino e il fatto di essere composto da due distinte sale, di cui una chiamata “motion room” dove si esibiscono Dj underground e si realizzano vere e proprie sperimentazioni musicali.

In Portogallo c’è invece l’Industria Club. Si tratta di un centro molto antico e che accoglie Dj locali e non solo. Durante le serate viene dato spazio a diversi generi musicali, che spaziano dal drum’n’bass alla house all electro house. Ai tavoli viene servito vino e champagne e questo rende l’ambiente anche piuttosto selettivo e spesso non per tutte le tasche.

Altri eventi Techno

Anche in Italia non mancano occasioni per ascoltare musica techno all’interno di una cornice molto suggestiva, come quella che si svolge a Milano al Le Cannibale. Le serate ospitano Dj famosi in tutto il mondo e in ogni caso sono sempre molto variegate. Le sonorità infatti spaziano dalla disco alla new wave e non mancano influenze house e tecno. Tutto questo permette di accontentare un po’ tutti i gusti.

Merita sicuramente una segnalazione Amburgo con il suo Fundbureau, inizialmente nato come un pub si è poi trasformato nell’ufficio degli oggetti smarriti. Da qui il nome, visto che il termine fundbureau tradotto significa proprio ufficio degli oggetti smarriti. Il club underground ha ampliato la sua popolarità affermandosi dapprima ad Amburgo e poi coinvolgendo appassionati di techno di tutto il mondo e tanti artisti famosi. Il club inoltre presenta corridoi stretti, graffiti sui muri e un cortile sul retro, tutti dettagli che contribuiscono a creare un’atmosfera in pieno stile underground ma al contempo accogliente.

Fundbureau ospita Dj molto famosi, locali e non. Organizza serate a tema con birra russa, vodka e degustazioni varie. Una volta al mese tiene anche serate per soli gay, oltre che rappresentazioni teatrali, concerti e mostre.

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Eventi

Come organizzare un evento green in 10 passi

Per creare un evento che sia veramente green si devono rispettare alcune norme ed accortezze che non si possono assolutamente trascurare in modo da rispettare l’ambiente creando un evento a basso impatto ambientale.

1. Informazione

Per poter creare un evento green si deve prima di tutto informarsi sull’impatto che questo comporterà sull’ambiente in cui si svolge. Quindi si devono prendere informazioni sull’area, capire quante persone parteciperanno all’evento per evitare che il sovraffollamento crei disordini e distruzione. Bisogna pensare che ad un raduno in cui partecipano migliaia di persone vi sarà una quantità di immondizia notevole da smaltire e la maggior parte di questa sarà composta da plastica. È necessario quindi informarsi per potersi organizzare in modo adeguato e lasciare l’ambiente pulito.

2. Certificazione

Ogni evento in Italia deve essere approvato e certificato in modo che gli organi competenti possano a loro volta verificare le condizioni che siano ideali per ospitare persone e per proteggere l’ambiente oltre a pensare alla sicurezza. La certificazione deve essere richiesta per tempo e deve riportare tutti i dettagli dell’evento green.

3. Comunicazione

Comunicare l’idea di effettuare l’evento rendendo partecipi tutta la popolazione oltre ai diretti interessati che si occupano già di questo settori in diversi campi e che potrebbero collaborare in qualche modo per migliorare e completare l’evento.

4. Location

Bisogna scegliere con molta attenzione il luogo in cui si svolge l’evento green in quanto deve essere in grado di ospitare il numero di persone previste ed essere adeguato ad accogliere anche gli imprevisti. Si deve inoltre pensare alla sicurezza dei partecipanti cercare un luogo in cui possano avere vie di fuga in caso di emergenza e se possibile fonti di acqua potabile e posti dove sedersi e riposare.

5. Social

La diffusione dell’evento attualmente si fa attraverso i social molto meglio che per mezzo stampa o tv, i social sono ormai il mezzo più utilizzato per avere informazioni di ogni genere e sapere dove si svolgono i vari eventi.

6. Raccolta rifiuti

Come detto in precedenza tanta gente crea anche tanti rifiuti e per lo più sono di plastica. Questi devono essere riciclati ove possibile o gettati nell’indifferenziata. Per poter fare questo si devono distribuire appositi bidoni in tutta l’area prevista per l’incontro.

7. Catering

Trattandosi di un evento green anche il catering deve rispettare l’ambiente e le persone, quindi si sceglierà un buffet a base di alimenti biologici per tutti i partecipanti. I piatti e i bicchieri devono essere di carta riciclabile.

8. Pulizia

Al termine dell’evento green si devono effettuare le dovute pulizie nel rispetto dell’ambiente e della città che ha ospitato tale festival. Si può rendere partecipi le persone che sono arrivate per assistere all’evento in modo da dimostrare di essere davvero green.

9. Energia

Sarà necessaria energia elettrica per poter effettuare le conferenze, spettacoli e quant’altro si deve però scegliere una location che fornisce energia green nel rispetto dell’ambiente.

10. Feedback

Valutare il successo dell’evento green chiedendo ai partecipanti di fornire un feedback e eventuali suggerimenti per migliorare.